Entra in quotazione a 10,25 euro Ariston Group, da venerdì 26 novembre trattato in a Piazza Affari su Euronext Milan. Il titolo della multinazionale marchigiana esordisce in una giornata iniziata negativamente a causa dei timori del mercato per la nuova variante sudafricana del Covid e le possibili ripercussioni sulla ripresa economica. L’indice Ftse Mib, partito in negativo, alle 13 è in calo del 3%. Ariston dopo un’apertura in lieve calo, segna -2%. «Io ho sempre detto che la quotazione a Piazza Affari sarebbe stata un momento importante e credo che in questo momento ciò sta avvenendo perché il nostro settore è davanti a un fortissimo cambiamento, un’accelerazione, una crescita e quindi credo che la quotazione ci possa dare quelle risorse, quella visibilità e quel profilo che l’azienda merita per i prossimi decenni», ha dichiarato Paolo Merloni, presidente esecutivo di Ariston.

Tra le più grandi Ipo degli ultimi anni a Piazza Affari

Quella di Ariston Group (la ex Ariston Thermo) è la più grande Ipo in termini di dimensioni registrata in Italia dall’inizio del 2021. Il gruppo marchigiano di caldaie e pompe di calore ha concluso con successo il collocamento presso gli investitori istituzionali con una raccolta di 915 milioni di euro (inclusa l’opzione di over allotment), con un prezzo iniziale al minimo della forchetta di prezzo indicata dai collocatori (il range era tra 10,25 e 12 euro). Alla data di inizio delle negoziazioni Ariston capitalizza 3,4 miliardi, con un flottante pari a circa il 27%. Di conseguenza diventa una delle più grandi quotazioni di Borsa degli ultimi tre anni, insieme con Nexi, quotata per 2 miliardi nell’aprile 2019. A curare il collocamento sono state Mediobanca, Goldman Sachs, Intesa, Citigroup, Bnp Paribas, Bofa ed Equita.


Le ragioni dell’Ipo

L’operazione è composta insieme da un aumento di capitale da 300 milioni e nella vendita fino a un massimo di 49 milioni di azioni da parte di Merloni Holding e Amaranta (con ulteriori 11 milioni di titoli per la greenshoe). Con l’aumento di capitale il gruppo si prepara a rafforzarsi organicamente ma anche attraverso acquisizioni, come quella di Chromagen annunciata a fine ottobre. Per il presidente esecutivo Paolo Merloni la valutazione dell’azienda «testimonia il percorso di successo del nostro gruppo fino ad ora, sulla base dei solidi fondamentali di mercato, del nostro profilo globale nel settore del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria, del nostro portafoglio di prodotti e servizi rinnovabili e ad alta efficienza, della nostra comprovata crescita organica e del nostro solido track record di m&a».

I conti

Ariston si presenta al mercato con conti in crescita: nei primi nove mesi dell’anno i ricavi sono saliti del 25% a 1,41 miliardi di euro, il margine operativo (rettificato) sale del 35% a 191 milioni e l’utile netto adjusted dell’88% a di 100 milioni. «Questa performance ci pone in una posizione molto solida in visione del quarto trimestre del 2021», ha commentato Merloni. «Finora siamo riusciti a gestire bene la forte inflazione delle materie prime e le pressioni sulla catena di approvvigionamento globale, beneficiando della leva operativa e delle azioni di pricing».

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