
La soria del caro prezzi e il confronto con il presente
Non siamo più abituati a temere l’inflazione e mostriamo tutti i giorni di conoscerne poco gli effetti. Famiglie e imprese stentano a comprenderne il costo. I risparmiatori non hanno esperienza. E nemmeno gli uffici acquisti delle aziende, travolte da forti rincari. La stessa contrattualistica si rivela inadeguata. Nelle filiere industriali è in atto un sanguinoso confronto tra chi produce e chi distribuisce.
Fenomeni di accaparramento speculativo di alcune materie prime o semilavorati (per esempio il cartone) ripropongono antiche scene di sparizione da depositi e scaffali di merci calmierate nei lontani anni ’70 e ’80. Allora il mostro dell’inflazione sembrava imbattibile. E c’era una corsa affannosa a tutte le possibili e perverse indicizzazioni.
Oggi è curioso, e forse, sintomatico, che la contingenza l’abbiano richiesta subito i dipendenti della Banca centrale europea. Come se sapessero, da dentro, come andrà a finire. Nel secolo scorso uno slogan pubblicitario invitava i consumatori a denunciare prezzi anomali. «Chiama il governo». Il quale poi non sapeva rispondere.
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