MILANO – Ore 16. Le Borse europee si muovono in calo, indebolite dai timori sulla diffusione della variante Omicron e sulle possibili ripercussioni sulle economie dei Paesi. Gli Stati Uniti ieri hanno confermato il primo caso nel Paese, alimentando le preoccupazioni di Wall Street che ieri ha chiuso in flessione. Sui mercati c’è però anche chi coglie elementi positivi dalla diffusione della nuova variante. È il caso gli analisti di JpMorgan Marko Kolanovic e Bram Kaplan, secondo cui il fatto che Omicron risulti al momento più trasmissibile ma meno letale può essere interpretato come un segnale di evoluzione dle virus verso forme meno gravi. Il virus sarebbe così destinato a diventare più simile alle forme stagionali di influenza e la fine della pandemia potrebbe essere più vicina.

In Europa i listini si confermano in negativo quando la giornata volge verso il termine: Milano cede l’1,3%, Londra segna -0,8%, Francoforte cede l’1,3% e Parigi l’1,05%. Wall Street si muove contrastata: il Dow Jones segna un progresso dello 0,49% a 34.188 punti e il Nasdaq una flessione dello 0,15% a 15.232. Si segnala il calo di Apple dopo le voci di rallentamento della domanda per iPhone, che sta colpendo tutto il tech.

Chiusura in ordine sparso per le Borse asiatiche, che risentono come gli altri mercati dei timori per la diffusione della variante Omicron del Covid. Gli Stati Uniti hanno confermato ieri il primo caso della nuova variante sconvolgendo le piazze finanziarie mondiali, già in ansia per il suo potenziale impatto sulla ripresa. La Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,65% a 27.753,37 punti, Shanghai ha limato uno 0,09% a 3.573,84 punti mentre Hong Kong è salita dello 0,55% a 23.788,93 punti. Molto bene Seul che guadagna l’1,57% a 2.945,27.

Riflettori puntati sul petrolio oggi con la riunione dei Paesi Opec+. Il cartello ha deciso di non toccare il piano di incremento della produzione, dopo gli eventi delle ultime settimane. Da una parte, infatti, gli Usa e altri grandi economie hanno liberato le riserve per abbassare i prezzi. E poi è intervenuta l’incertezza sulla ripresa della nuova variante Covid, che ha fatto scendere le quotazioni del greggio. L’Opec+ ha deciso che nonostante tutto andrà avanti con l’attuale politica di aumento dell’offerta: si tratta di 400.000 barili al giorno ogni mese, riducendo i tagli record concordati nel 2020 quando la domanda è crollata a causa del Covid. L’intesa raggiunta oggi è quella di attenersi all’aumento di 400.000 barili al giorno anche a gennaio. Un notizia che, fin dalle anticipazioni delle agenzie, ha fatto scendere i prezzi: il future sul Wti cede l’1% a 64,94 dollari a barile, quello sul Brent scende dello 0,89% a 68,27 dollari.

Sul fronte dei cambi, l’euro è stabile sul, dollaro e passa di mano a quota 1,1316 con una variazione del -0,04%. Moneta unica in lieve rialzo sullo yen a 128,1 (+0,36%). Si aggiorna la vicenda della lira turca con la notizia di un ennesimo giro di poltrone ai vertici delle figure finanziarie: il presidente Recep Tayyip Erdogan ha nominato un nuovo ministro del Tesoro e delle finanze, dopo le dimissioni di Lutfi Elvan, mentre il valore della lira turca è crollato ai minimi storici. Erdogan ha nominato alla guida del dicastero il viceministro Nureddin Nebati, secondo un annuncio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Elvan, stando a quanto riportato in Gazzetta, ha chiesto di essere “esonerato dall’incarico” e la  richiesta è stata accordata. Le sue dimissioni arrivano mentre la lira turca sta precipitando ai minimi storici per le preoccupazioni sulla politica economica del governo, a seguito di una serie di tagli ai costi del prestito nonostante l’aumento dell’inflazione. La valuta turca ha perso circa il 40% del suo valore dall’inizio dell’anno.

Poco mosso lo spread ra Btp e Bund tedeschi: il differenziale segna 135 punti base, sulla stessa linea della chiusura di ieri. Il rendimento del prodotto del Tesoro è all’1%.

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