
L’importanza della classe energetica
Migliorare la classe energetica di un edificio è uno degli obiettivi di chi possiede immobili o di chi ne acquista. Anche perché i nuovi standard per la riqualificazione energetica degli edifici che la Commissione Ue proporrà il 14 dicembre nella revisione della direttiva sul Rendimento energetico dell’edilizia (Energy performance building directive, Epbd) prevedono una certificazione più stringente, che sarà obbligatoria per gli edifici da costruire, da ristrutturare, ma anche in caso di vendita o di rinnovo dell’affitto. Come ha spiegato Francesca Basso sul Corriere, secondo l’ultima bozza (ma sono ancora possibili cambiamenti), l’articolo 9, che stabilisce gli standard di rendimento degli edifici, prevede al comma 1 l’obbligo per gli Stati membri di assicurare che dal 2027 gli edifici pubblici appartengano alla classe F (quindi niente più G che è la peggiore) e dal 2030 dovranno salire di una altro gradino alla classe E. Gli edifici residenziali, ovvero case e appartamenti, dovranno rientrare almeno nella classe F dal primo gennaio 2030 e salire almeno alla classe E dal 2033 (vedi qui le 10 classificazioni energetiche).
Migliorare la classe energetica di un edificio è un procedimento complesso nel quale concorrono molti elementi (dalla posizione geografica e climatica dell’edificio alla struttura dello stesso, dalla tipologia dell’intervento fino ad arrivare agli standard da soddisfare nel caso si voglia beneficare dei bonus assicurati dallo Stato a chi ristruttura). Proviamo a vedere allora i costi di una ristrutturazione che migliori la classe energetica di un appartamento e quali bonus possono aiutare dal punto di vista economico. Ma attenzione: si tratta di esempi che non vogliono essere esaustivi. L’ultima parola spetta sempre a un tecnico abilitato.
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