
MILANO – Ore 16. Le Borse europee si indeboliscono nella seconda parte della seduta, in una settimana tutta incentrata sulle riunioni delle Banche centrali, con i direttivi di Fed, Bce, Bank of England e Bank of Japan che tra mercoledì e venerdì comunicheranno le proprie decisioni di politica monetaria per contrastare la crescita dell’inflazione. I riflettori sono puntati in particolare sugli Usa, con la Fed che potrebbe annunciare un’accelerazione nella stretta già annunciata, aprendo ad un primo taglio dei tassi già in primavera.
Quando gli scambi europei volgono al termine, Milano inverte rotta e scende dello 0,4%. Contrastate le altre: Londra, che era già in negativo, amplia il ribasso al -0,43%, Francoforte dimezza il guadagno al +0,48% e Parigi cede lo 0,18%. Sull’umore degli investitori pesa l’apertura in rosso di Wall Street, con il Dow Jones che retrocede dello 0,6%, il Nasdaq e lo S&P500 allineati al -0,2%.
Chiusura mista per il comparto asiatico, questa mattina, con Tokyo (+0,71%) positiva insieme a Shanghai (+0,4%) e Sidney (+0,35%), mentre hanno ceduto Taiwan (-0,33%) e Seul (-0,28%).
I mercati seguono sempre con attenzione l’andamento dei contagi e in particolare la diffusione della variante Omicron. Nel Regno Unito le parole del premier Boris Johnson, che ha parlato di “marea” in arrivo hanno spinto la sterlina al ribasso, in calo a 1,3222 dollari. Nuovo record negativo per la lira turca che ha sfondato la soglia di 1 dollaro per 14 lire e di 1 euro per 16 lire, perdendo circa il 3% del proprio valore. L’euro torna sotto quota 1,13 (1,12861 da 1,1315 di venerdì sera).
Mentre l’Istat traccia un recupero di circa mezzo milione di occupati nel terzo trimestre, ma con una forte spinta sempre dei contratti a termine, lo spread tra Btp e Bund tedeschi si porta in rialzo a 130,4 punti, con il rendimento annuo dei titoli decennali in calo di 2,3 punti allo 0,938%.
I prezzi del petrolio girano in calo, frenati dai timori relativi a Omicron e all’efficacia dei vaccini contro la nuova variante del Covid. A fine mattinata il Brent perde lo 0,73% a 74,60 dollari a barile, e i future sul greggio Usa cedono lo 0,75% a 71,13 dollari a barile. Pesano le preoccupazioni sulla nuova variante del coronavirus e il suo impatto sulla crescita globale e sulla domanda di carburante. Nel frattempo l’Opec, nel report mensile, ha lasciato invariata la sua previsione di crescita della domanda globale di petrolio nel 2022 a 4,2 milioni di barili al giorno. E ha mantenuto invariata anche la stima per il 2021 a 5,7 milioni di barili al giorno. Nel report, l’Opec stima anche che l’impatto della variante Omicron sulla domanda di greggio sarà “limitata e di breve durata”.
