
Il confronto tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali del pubblico impiego riprende il 13 dicembre 2021: potrebbe essere il primo rinnovo a tagliare il traguardo nel grande mondo del pubblico impiego (le Funzioni centrali comprendono ministeri, enti pubblici non economici come Inps e Inail oltre alle agenzie fiscali).
Via agli aumenti di merito (ogni tre anni)
Nell’ultima bozza di accordo si parla di «scatti orizzontali» accordati per il 40% in base al merito e per il 60% in base all’anzianità di servizio. Chi ha già ottenuto uno scatto dovrà aspettare tre anni per concorrere al successivo mentre chi non ha avuto scatti da sei anni avrà un punteggio aggiuntivo che gli permetterà di concorrere con maggiori possibilità di successo.
Considerando un funzionario con retribuzione media, in base alla bozza di accordo l’aumento netto mensile per 13 mensilità oscillerebbe dagli 87 euro degli addetti del ministero della Pubblica istruzione ai 137 degli addetti del ministero della Salute e ai 136 di quelli dell’Economia. Passando dai 113 del ministero delle politiche agricole ai 103 del ministero del Lavoro. E ancora: 96 euro per i funzionari del ministero della Giustizia, 97 per i «colleghi» degli Interni e 115 per quelli dello Sviluppo economico.
Promozioni anche senza laurea
Altro aspetto rilevante: la bozza di accordo rende possibile le promozioni interne senza bisogno di possedere i titoli di studio che sarebbero richiesti a chi concorre per il quella posizione dall’esterno. In pratica l’esperienza fatta all’interno viene considerata una adeguata compensazione della mancanza del titolo di laurea. Il confronto continuerà anche nei prossimi giorni.
