MILANO – Ore 13:30. Giornata di attesa sui mercati finanziari: oggi la Fed comunicherà al mercato la sua decisione sul tapering, la stretta agli acquisti di titoli, per cercare di imprimere una prima svolta alla politica monetaria e quindi raffreddare l’inflazione galoppante, nemico numero uno per la ripresa anche secondo la Casa bianca. Il toto-Fed degli analisti punta su un raddoppio del taglio degli acquisti da 15 a 30 miliardi al mese (su 120 di acquisti). Secondo gli economisti di Unicredit, raddoppiare il ritmo di tapering da gennaio significherebbe che alla fine di Marzo gli acquisti di asset sarebbero terminati, tre mesi prima di quanto inizialmente stimato. Un accelerazione corroborata da due elementi, negli ultimi tempi: la lettura dell’inflazione core di ottobre, al 4,1%, è al doppio del target Fed. E molti membri del board hanno aperto a toni “da falco”, anche quelli più “colombe” come lo stesso presidente Powell.

Il comunicato finale dovrebbe anche recepire il fatto che la corsa dei prezzi non è più tanto temporanea. “Questo incontro sarà anche l’occasione per la Fed di comunicare le sue nuove previsioni di crescita e inflazione – ricordano da Allianz GI – con una prevista revisione al rialzo di quest’ultima”. I “punti” della Fed, ovvero dove i banchieri centrali si immaginano i tassi nel futuro, “potrebbero anche essere rivisti a livelli più alti, in linea con quelli previsti dai mercati (cioè, tre rialzi dei tassi nel 2022 e tre ulteriori rialzi nel 2023)”.

In attesa di queste novità i mercati si muovono in cauto rialzo: Milano sale dello 0,5%, mentre le altre Borse europee sono contrastate. Londra lima lo 0,25%, Francoforte sale dello 0,3% e Parigi dello 0,65%. A Piazza Affari si guarda in particolare alle Generali che hanno svelato il nuovo piano, che vede gli azionisti Caltagirone-Del Vecchio contrari. Vola Carige che, con il suo poco flottante in odore di Opa, ha ricevuto l’offerta da Bper per l’aggregazione e si avvicina a quota 0,8 euro. La banca emiliana svetta sul Ftse Mib: “Dal punto di vista industriale, l’operazione – seppur non transformational – permetterà a Bper di raggiungere circa 10% della quota di mercato in termini di filiali (da attuale circa 8%), crescendo specialmente in Liguria (dove Carige ha il 37% delle filiali)”, commentano gli analisti di Equita, sottolineando che “la mossa ci sembra efficace, con un buon timing e crea le premesse per la creazione di un terzo polo bancario in italia”.

Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve rialzo, sostenuta dai guadagni di Toyota che ha intensificato la sua svolta elettrica, ma gli investitori sono rimasti nel complesso cauti: l’indice di punta Nikkei ha guadagnato lo 0,10%. Deboli le altre: Hong Kong perde l’1% a 23.399 punti, Shanghai lo 0,38%. Wall Street è reduce da una seduta debole in cui ha ceduto lo 0,3%.

Apertura stabile per l’euro sotto quota 1,13 dollari. La moneta unica resta quindi vicina ai minimi da 17 mesi toccati a fine novembre, in attesa non solo della Fed di questa sera ma anche della Bce che bisserà domani. Aumentano i timori per il rallentamento della crescita economica dell’Europa, con l’aumento dei prezzi dell’energia e le nuove restrizioni anti-Covid. La valuta europea passa di mano a 1,1272 euro e 128,14 yen. Giù dollaro/Yen a 113,66.

Lo spread tra Btp e Bund tedesco apre stabile a 130,7 dollari, con il rendimento del decennale italiano allo 0,927%. La Banca d’Italia ha tracciato che il debito pubblico è aumentato a ottobre di 3,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.710,3 miliardi. Il fabbisogno (6,9 miliardi) è stato in parte compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (circa 4 miliardi, a 92,3).

Ricca l’agenda macro, con l’inflazione protagonista: in Gran Bretagna è stata del 5,1% a novembre. In Italia, a novembre i prezzi al consumo hanno segnato +0,6% mese e +3,7% annuo.

Tra le materie prime, l’oro è poco mosso sui mercati asiatici. Il metallo prezioso viene scambiato a 1.770,44 dollari l’oncia dopo aver ceduto ieri lo 0,9%. In calo argento e platino, mentre il palladio viene scambiato ai livelli più bassi da marzo 2020. Petrolio in calo per il terzo giorno sulla scia delle nuove restrizioni per contenere la variante Omicron. Il Wti con consegna a gennaio è sotto i 70 dollari e viene scambiato a 69,83 dollari al barile, in calo dell’1,3%. Il Brent con consegna a febbraio passa di mano a 72,86 dollari al barile (-1,1%).

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