MILANO –  Borse europee in calo in una settimana segnata dalle mosse delle banche centrali. Ieri la Banca Centrale Europa ha tracciato una linea molto diversa da Fed e Banca d’Inghilterra sul possibile rialzo dei tassi, vedendo come “molto improbabile” un aumento già il prossimo anno. Aumento che ieri la Banca centrale inglese ha annunciato e che la Fed ha messo in programma già per la prossima primavera. I listini si muovono comunque in flessione con gli occhi puntati sempre sull’andamento dei contagi e sulla diffusione della variante Omicron. Milano cede in avvio lo 0,74%, Londra è poco sopra la parità, Francoforte lo 0,34% e Parigi lo 0,22%. Appuntamento “tecnico” poi per le piazze finanziarie mondiali: oggi è anche il cosiddetto giorno delle quattro streghe, il terzo venerdì nell’ultimo mese di ogni trimestre con la scadenza contemporaneamente di derivati come opzioni e future su azioni e indici azionari.

Sulla sponda asiatica, a mercati chiusi, arriva la scossa di S&P, che ha dichiarato insolvente il colosso immobiliare Evegrande.  “Valutiamo che Evergrande e il suo braccio finanziario offshore Tianji Holding non siano riusciti a effettuare i pagamenti di cedole su bond senior in dollari”, ha scritto S&P in una nota

termina in deciso calo  Tokyo (-1,79%), nel giorno in cui la Banca centrale Giapponese lascia invariati i tassi e prende una posizione cauta sul ritiro degli aiuti pandemici. A contrattazioni ancora in corso in rosso anche Hong Kong (-1,2%), Shanghai (-1,1%), Shenzhen (-1,4%). In controtendenza Seul (+0,4%).

Tra le valute,  l’euro sale sopra quota 1,13 dollari a 1,1326 dollari. Apre invece in rialzo lo spread: il differenziale tra Btp e Bund tedesco avvia la seduta in rialzo a 136 punti base, rispetto ai 132 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano sale allo 0,99%, rispetto allo 0,97 della vigilia.

In calo i prezzi del petrolio con i timori che l’aumento dei casi possa portare a una contrazione della domanda. I futures del greggio Brent perdono 65 centesimi, pari a 0,87%, a 74,37 dollari al barile, mentre i futures sul greggio US West Texas Intermediate (WTI) cedono 75 centesimi, pari a -1,04%, a 71,63 dollari al barile.

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