
MILANO – Ore 12:30. I mercati finanziari europei si rafforzano nel corso della seduta che segue il weekend natalizio, con i volumi di scambi che fisiologicamente scendono per il periodo di festività. Gli indici sono stati misti in Asia, dove gli investitori hanno iniziato a soppesare le ultime notizie sul fronte di Omicron che sono controbilanciate dal massimo impegno preso dalla Banca centrale cinese per sostenere una crescita dell’economia reale e ha reiterato l’obiettivo di avere un settore immobiliare sano. I principali indici del Vecchio continente hanno recuperato dopo un avvio in rosso: a Milano, Piazza Affari segna +0,25%. Bene Cnh Industrial in vista della quotazione di Iveco, Diasorin corre per la diffusione del virus che richiede sempre più test. Chiusa oggi e domani Londra per festività, Parigi gira in rialzo dello 0,06% e Francoforte dello 0,16%.
I listini americani sono reduci da una settimana che è stata in piccolo il film degli ultimi mesi. Partita con una seduta di lunedì molto pesante, l’ottava (ridotta per la chiusura natalizia di venerdì) si è chiusa con lo S&P500 capace di segnare il 68esimo record dell’anno 2021: mai così tanti dal 1995. Il rialzo per l’indice ampio di Wall Street è stato del 3,6% settimanale e il Dow Jones è salito del 4,4%. La domanda che tutti si pongono è se il cosiddetto rally di Babbo Natale che spesso ha caratterizzato l’ultima parte dell’anno si terrà anche questa volta, ora che Omicron in particolare sta rimettendo a terra il settore dei voli. Oggi, i future sui listini Usa sono orientati al rialzo.
Il tema della preoccupazione per il Covid, ovviamnente, resta sul tavolo: i dati preliminari di tre studi hanno mostrato che Omicron causa meno ricoveri, ma si diffonde assai più velocemente della delta. E i rischi per i non vaccinati sono gli stessi. Per questo, i governi continuano a imporre nuove misure per rallentarne la diffusione. Di positivo, poi, c’è stata l’approvazione, negli stati uniti, dei primi due trattamenti orali (di pfizer e merck) per le persone ad alto rischio risultate positive. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,37% con i casi registrati in crescita. Tra i titoli in forte calo si segnala Softbank dopo la notizia di venerdì che la banca svizzera Credit Suisse ha lanciato un’azione giudiziaria negli Usa contro il gruppo per una questione di fondi rivendicati da clienti facoltosi della banca nei confronti di Katerra, azienda usa del settore delle costruzioni fondata da Vision fund di Softbank.
Tra i pochi dati macroeconomici di questo periodo, le vendite al dettaglio in Giappone sono cresciute dell’1,9% su base mensile in accelerazione rispetto al mese precedente (+0,9%). Si tratta dell’incremento più forte dallo scorso mese di maggio secondo i dati diffusi dal meti, il ministero dell’economia, del commercio e dell’industria. Su base destagionalizzata le vendite sono cresciute a novembre dell’1,2 per cento.
Le difficoltà del settore aereo, costretto a cancellare migliaia di voli per le restrizioni anti-Covid, portano in ribasso le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti di riferimento cede l’1,29% a 72,85 dollari il barile. In lieve calo il Brent a 75,95 dollari il barile (-0,19%). Sempre tra le materie prime, l’oro si è mosso in calo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata cede lo 0,45% a 1.809 dollari l’oncia. Nuovo calo per il gas naturale sulla Piazza di Amsterdam con le navi in arrivo dagli Usa verso i porti europei per consegnare Gnl. il gas naturale liquefatto da rigassificare ed immettere in rete. Il metano cede il 12,24% a 96,95 euro al Mwh, scendendo sotto ai livelli dello scorso 6 dicembre, prima dell’impennata che lo ha portato sopra i 180 euro al Mwh lo scorso 21 dicembre.
Dopo aver chiuso venerdì scorso a 135,2, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi ha aperto in rialzo a 135,5 e ha poi accelerato fino a vedere 14. Il tasso del rendimento s’impenna all’1,168%. Infine, per quel che riguarda il mercato dei cambi l’euro si muove in rialzo sul dollaro in avvio di settimana: la moneta unica europea passa di mano a 1,1325 (+0,62%). Sullo yen l’euro è invece in leggero calo a 129,65.
