
Dove è in vigore
Dopo un confronto durato anni, 139 Paesi, tra membri dell’Ocse e del G20, nel 2021 hanno concordato sulla necessità di «ridurre le possibilità di erosione della base imponibile e di trasferimento degli utili» e hanno dato l’avvio a per avere un nuovo sistema di imposizione delle maggiori imprese multinazionali dove realizzano gli utili.
Un gettito di 220 miliardi nel mondo
I primi Paesi che hanno introdotto la Gmt a partire da gennaio 2024 sono i 27 dell’Unione Europea, il Regno Unito, la Norvegia, l’Australia, la Corea del Sud, il Giappone e il Canada. Diversi Paesi, da tempo considerati paradisi dalle multinazionali, vi parteciperanno, tra cui Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera e Barbados, che in precedenza avevano un’aliquota d’imposta sulle società del 5,5 per cento. Non la hanno ancora introdotta gli Stati Uniti e la Cina. Nelle aspettative potrebbe portare a un aumento del gettito fiscale mondiale di 220 miliardi di dollari, come ha riportato il Financial Times.
La direttiva Ue che la impone
A imporla nei Paesi europei è stata la Direttiva Ue del 14 dicembre 2022 disegnata per garantire «un livello di imposizione fiscale minimo globale per i gruppi multinazionali di imprese e i gruppi nazionali su larga scala nell’Unione». La ratio è evitare la concorrenza fiscale fra gli Stati membri. Si pensi ad esempio alle big tech con sede in Irlanda. La direttiva introduce regole volte proprio a colpire tutte le fattispecie con cui le grandi holding riescono a «dribblare» gli obblighi nei confronti del fisco nazionale.
In Italia 381 milioni nel 2025
Il 19 dicembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di attuazione della delega che recepisce la direttiva Ue. Anche in Italia la Global minimum tax è operativa dall’1 gennaio 2024. Ma – ha calcolato l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che cita dati del dossier del Servizio Bilancio dello Stato della Camera – gli effetti per le casse del nostro fisco rischiano di essere poco significativi. Si stima che nel 2025 l’erario possa incassare 381,3 milioni, (anche se il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo in un’intervista al Corriere ha detto che il governa conta anche su quel gettito per tagliare il cuneo fiscale) nel 2026 il gettito dovrebbe salire a 427,9 e nel 2027 raggiungere i 432,5. Nel 2033, ultimo anno in cui nel documento si stimano le entrate, le stesse dovrebbero sfiorare i 500 milioni.
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