MILANO — Il regime degli impatriati, introdotto dal Decreto internazionalizzazione (D.Lgs 147/2015) era nato per attrarre in Italia talenti, che la norma definiva “lavoratori con ruoli direttivi” o “in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione”.

Le radicali modifiche al regime susseguitesi negli anni, le più rilevanti delle quali introdotte con il Decreto Crescita (D.L. 34/2019), da una parte, hanno permesso un rapido e diffuso ricorso al regime di agevolazioni fiscali (con riferimento alle dichiarazioni dei redditi per il 2021, secondo il Mef ne hanno beneficiato ben 21.200

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