Il riscatto della laurea è uno degli strumenti più noti per aumentare la propria anzianità contributiva e, in alcuni casi, anticipare la pensione. Un po’ come se si fosse iniziato a lavorare già ai tempi dell’università. Si tratta di uno strumento che ha un costo importante e un impatto sul valore dell’assegno e che può convenire a patto di fare delle valutazioni precise.

I titoli riscattabili

Partiamo dalle basi. Il riscatto della laurea è riservato a tutti coloro che abbiano ottenuto un diploma di laurea o titolo equiparato. Fatta eccezione per i master, è possibile riscattare praticamente qualsiasi percorso di studi. Non sono però riscattabili gli anni “fuori corso”. La normativa fa infatti riferimento alla durata legale del corso di studi. Va detto che non è obbligatorio riscattare in toto il titolo di studi, in alcuni casi ha senso riscattare solo gli anni che portano a raggiungere i requisiti per la pensione. Ad esempio potrebbe bastare un riscatto del titolo triennale.

I requisiti e come fare domanda

Ma chi può riscattare la laurea? Possono fare domanda i dipendenti del privato, i dipendenti pubblici, gli appartenenti ai fondi esclusivi e sostitutivi, i lavoratori autonomi (commercianti, coltivatori diretti, artigiani) oltre gli iscritti alla gestione separata dell’Inps introdotta nel 1996. Il cittadino laureato deve presentare la domanda di riscatto online all’Inps attraverso il servizio dedicato mentre il pagamento dell’onere si effettua utilizzando l’Avviso di pagamento pagoPA.

Il costo del riscatto di laurea

Il costo del riscatto dipende dal metodo di calcolo e dalla misura scelta: il riscatto può essere standard o agevolato. Se il periodo di studi ricade in un periodo X fino al 31 dicembre 1995, il costo si calcola con il metodo della riserva matematica altrimenti si applica alla retribuzione percepita nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda all’Inps la cosiddetta aliquota della contribuzione Ivs fissata nell’anno di presentazione. Per il 2024, è al 33%. La strada più semplice è il riscatto agevolato introdotto nel 2019, spesso più conveniente ed è sempre attivabile dopo il 1995 mentre per chi ha studiato prima del 1996 si applica il metodo di calcolo contributivo con almeno 15 anni di contributi al momento della domanda. Il costo del riscatto agevolato è stato per il 2023 pari a 5.775 euro per ogni anno per il 2024 l’Inps deve ancora comunicare le cifre.

I limiti del riscatto agevolato

Il riscatto agevolato è conveniente in termini di costo ma ha due difetti: l’obbligo di optare per il metodo contributivo di calcolo della pensione (possibile perdita intorno al 20-30% dell’assegno) nonché come ricorda il sole 24 ore «l’applicazione del massimale contributivo annuo che comporta l’applicazione di un tetto massimo di retribuzione annua sul quale viene versata contribuzione dal datore di lavoro (per il 2023 pari a 113.520 euro annui, 119.650 euro quest’anno)». La buona notizia è che il costo è interamente deducibile.

A chi conviene?

Chi può anticipare il momento della pensione grazie al riscatto? Come spiegato nella guida de L’Economia del Corriere della sera, possiamo distinguere quattro situazioni: si anticipa il momento della pensione di un numero di anni superiore a quelli riscattati. Può accadere perché, maturando prima il requisito pensionistico, si evitano i futuri incrementi dei requisiti per l’aumento dell’attesa di vita. Il secondo caso è se si anticipa il momento della pensione di un numero di anni pari o inferiore a quelli riscattati: può accadere perché gli anni riscattati servono solo in parte a far maturare prima un requisito pensionistico. In un terzo caso il momento della pensione rimane invariato: questo accade quando sono altri i requisiti che consentono di andare in pensione, a prescindere dal riscatto. Da ultimo il momento della pensione si sposta in avanti. Si tratta dei casi più delicati, tipicamente per lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996, ma hanno periodi di studio entro il 1995. Per capire in quale caso si ricade esistono diversi calcolatori che consentono di simulare la convenienza inserendo i propri dati anagrafici e legati agli studi.

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