I pellettieri italiani segnano il passo accusando i colpi della crisi congiunturale globale; l’export tiene botta ma il settore, piuttosto indebolito, spera in una vera ripresa dopo il primo semestre dell’anno appena iniziato. Questa in breve la fotografia del comparto tricolore che dà i numeri dei primi nove mesi del 2023 in attesa dell’edizione 125 del Mipel in programma dal 18 al 21 febbraio a Milano in concomitanza con le fiere Micam e The One Milano.

Secondo i dati raccolti da Confindustria Moda per Assopellettieri, nell’anno appena concluso anche a causa della gelata autunnale per le vendite estero la pelletteria italiana ha registrato un notevole rallentamento dell’attività produttiva. Resta positivo nei primi 9 mesi, grazie all’inizio d’anno brillante, l’andamento in valore dell’export, ma la crescita si riduce a un moderato +2,2%, con timori di azzeramento a consuntivo. Tra i mercati oltreconfine, crollano i flussi verso la Svizzera (-42,5% in valore) – tradizionale hub logistico delle grandi griffe internazionali del lusso – verosimilmente per un cambio nelle loro politiche distributive a favore di spedizioni dirette nelle destinazioni finali. Anche per questo motivo, pochi sono i paesi, nella top 20, che presentano una flessione nei primi 9 mesi: oltre alla Svizzera, solo Sud Corea e Canada (entrambi -10,2%).

Bene invece la Francia (+21,3% in valore), che si conferma la principale destinazione con una quota salita al 16,4% del totale, e bene anche il Far East (che malgrado la frenata sudcoreana segna un +17,4% nell’insieme, con aumenti rilevanti in diversi paesi, a partire dal +40,3% della Cina). Rimbalzo in Russia e Ucraina (ma flussi ancora inferiori a quelli 2021 pre-guerra) e crescita del +36,2% negli Emirati Arabi. Limitato ad un +6% l’incremento delle vendite negli Usa, che nel terzo trimestre hanno subìto una contrazione del -5,3%.

L’andamento decisamente favorevole del turismo straniero in Italia ha permesso invece un consolidamento ulteriore dello shopping dei turisti dall’estero, pesantemente colpito durante la pandemia e già in netta risalita nel 2022. Le rilevazioni della Banca d’Italia riscontrano un incremento nella spesa complessiva dei viaggiatori stranieri del +15,9% su gennaio-settembre 2022, trainato dai turisti provenienti da America e Asia e nonostante gli effetti della guerra sul turismo russo in Europa.Sul versante nazionale, la domanda appare decisamente fiacca: solo +0,6% in spesa per il commercio al dettaglio.

Il fatturato, nel campione di associati intervistati, evidenzia in media un +2,5% su gennaio-settembre 2022 (inferiore, dunque, alle dinamiche inflattive registrate nell’anno) ma preoccupa il calo a doppia cifra nell’indice Istat della produzione industriale (-12,3%), chiara indicazione di come i dati debolmente positivi in valore nascondano arretramenti nelle quantità. Il terzo trimestre si è chiuso in frenata (-5,4% l’export e -6,5% il fatturato) e il sentiment tra gli imprenditori sui risultati nel quarto è negativo. Come per gli altri settori italiani della moda, si è interrotto il vigoroso rimbalzo post-pandemia. Per la pelletteria, messi da parte i ritmi di espansione del recente passato, l’obiettivo a consuntivo 2023 è almeno la conferma dei livelli 2022, con la speranza di una rapida ripartenza dalla seconda metà del 2024.

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