Grande successo anche per questo 2024 per il Sigep, la grande fiera che ospita tutto il mondo di bar e ristoranti, delineando così tendenze e mood che ci ritroveremo a vivere nella nostra vita fuoricasa. Un mondo in evoluzione che, secondo i dati Circana, sta tornando ai livelli del 2019. Secondo un’analisi della rivista specializzata Bargiornale, i nuovi trend riflettono una combinazione affascinante di innovazione digitale e un rinnovato apprezzamento per la tradizione e la qualità.

Già, oggi, si osserva l’ingresso anche in questo mondo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati così da offrire esperienze personalizzate e interattive ai clienti che si traducono in un servizio più efficiente e in una capacità unica di anticiparne le preferenze. Allo stesso tempo, i valori di sostenibilità e autenticità rimangono centrali: un numero crescente di locali pone una forte enfasi sui prodotti biologici, locali e artigianali, rispecchiando una consapevolezza ambientale e una passione per l’eccellenza culinaria; si assiste così ad un ritorno alle radici, dove ingredienti di qualità e ricette tradizionali vengono riscoperte e valorizzate. Anche, il design dei bar si sta evolvendo. Molti locali stanno adottando un’estetica eclettica, con una forte attenzione alla sostenibilità. Mobili riciclati, decorazioni eco-sostenibili e sistemi di risparmio energetico stanno diventando la norma, mentre gli spazi interni vengono progettati per creare un’atmosfera accogliente e stimolante.

Anche i menu riflettono queste tendenze, con una crescente varietà di opzioni che spaziano da cocktail innovativi a proposte gastronomiche legate al territorio. Barman e chef diventano veri e propri artisti, esplorando nuovi modi per combinare sapori e presentare i loro piatti e bevande. Un aspetto particolarmente interessante è la digitalizzazione dell’esperienza del cliente. Molti bar stanno introducendo app per ordinazioni e pagamenti, sistemi di prenotazione online e persino esperienze virtuali, come degustazioni guidate tramite realtà aumentata. Queste tecnologie non solo aumentano l’efficienza ma creano anche nuove possibilità per l’interazione e l’intrattenimento.

Passando al mondo della mixologist ci viene in aiuto Stefano Ninchevich, guru della materia e vicedirettore di Bargiornale, che conferma il ritorno alle origini anche in termini di offerta: “Back to basic è un’espressione che esprime la necessità di semplificare, di concentrarsi sulle cose fondamentali e di ritornare alle radici. È un’idea in linea con il principio giapponese dell’Ichigo Ichie, argomento tanto caro allo Zen (nonchè al guru dei barman Stanislav Vadrna), in cui si sottolinea l’importanza di trasformare ogni incontro, incluso quello tra il barman e il suo ospite, in qualcosa di unico ed irripetibile. È questo il mood che renderà vincente il bar di domani”. Quindi aspettiamoci che i bar si trasformino in ambienti multisensoriali, arricchiti da intrattenimento vario come musica dal vivo, escape room e giochi. Anche la ristorazione all’italiana, con il modello “all day e all in” (dall’alba al tramonto) emerge come trend globale, con bar che offrono un’ampia gamma di servizi dalla colazione al dopocena.

Passando agli alcolici, si assiste a una rinascita del whisky, in particolare di brand internazionali e produzioni di nicchia italiane. La Tequila e il Mezcal continuano la loro crescita, mentre il gin mantiene la sua popolarità, specialmente con le produzioni locali.

Un focus particolare è posto sulla premiumizzazione e sui brand etici, che rispecchiano un’attenzione crescente verso la sostenibilità e la responsabilità sociale.

Non mancano i cocktail Negroni e i classici “Tinis” degli anni 90 che vivono un revival, portando anche la vodka nuovamente in primo piano come specifica Nincevich: “Parliamo dei super classici Espresso Martini, Apple Martini, Dirty Martini, Cosmo e di tutti quei drink che nella coppetta, insieme alla vodka, hanno fatto il loro exploit nella vita al bar. Di riflesso è facile intuire che anche la vodka tornerà al centro della scena. Ammesso che ne sia mai uscita. Per il 2024 un altro drink base vodka come il Bloody Mary sarà sicuramente protagonista”.

I sapori salati, erbacei e umami conquistano i palati, contrastando le proposte eccessivamente dolci, “vengono apprezzati perché nella loro composizione si incorporano ingredienti come erbe, spezie, sali e vegetali. È il mondo liquido che si fonde col mondo solido” commenta Nincevich, che prevede inoltre un aumento della popolarità delle opzioni no&low, in linea con uno stile di vita più equilibrato. Da non dimenticare l’elemento ghiaccio, che diventa protagonista, con richieste di qualità superiore e forme diverse. Infine, i cocktail alla spina o “taptails” si affermano per la loro praticità, senza sottrarre spazio alla creatività del barman. In conclusione, il 2024 si prospetta come un anno di grandi innovazioni nel mondo dei cocktail, con un occhio di riguardo alla tradizione e un altro rivolto al futuro, dove ogni incontro al bar è pensato per diventare un’esperienza memorabile.

*direttore di Markup e Gdoweek

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