ROMA – Arriva in via sperimentale, dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, la prestazione universale destinata agli anziani ultraottantenni non autosufficienti con “un livello di bisogno assistenziale gravissimo” e un Isee sotto 6.000 euro. Lo prevede la bozza del dlgs oggi in consiglio dei ministri. La prestazione è composta da una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento e una quota integrativa definita “assegno di assistenza”, pari a 1.000 euro al mese, finalizzata a remunerare il costo del lavoro di cura e assistenza svolto da lavoratori domestici o l’acquisto di servizi di cura e assistenza forniti da imprese qualificate.
Anziani, un sostegno universale per la non autosufficienza. L’assistenza diventa domiciliare
19 Gennaio 2023
Garantire l’autonomia dell’anziano
La metà delle risorse andrà dunque alla “prestazione universale“: beneficio subordinato allo “specifico bisogno assistenziale – si legge nel decreto – al fine di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale delle persone anziane non autosufficienti“. La “prestazione” sarà mensile ed erogabile sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona, esente da imposizione fiscale.
L’assegno di assistenza
Si compone di una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento e di una quota integrativa, l'”assegno di assistenza“, pari a mille euro al mese da destinare alla remunerazione del lavoro di cura e assistenza svolto da badanti o all’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza forniti da imprese qualificate nel settore dell’assistenza sociale non residenziale. L'”assegno” andrà restituito se non sarà stato in tutto o in parte usato, fermo restando il diritto a continuare a percepire l’eventuale indennità di accompagnamento.
