
Una corsa a due cifre, ma nel 2023 ha vinto l’indice
Le blue chip si prendono la rivincita sui Cani. Che però regalano una performance a due cifre a chi li ha seguiti. Ed è già pronta la «muta» del 2024, con Mediobanca (rendimento del dividendo al 7,6%) in pole position e Mediolanum a chiudere con un 5,9%. In mezzo banche, assicurazioni e utility.
Dopo un 2022 vittorioso — sebbene con un segno meno davanti — nell’anno della forte ripresa dei mercati azionari il portafoglio dei titoli ad alto rendimento di Piazza Affari, in rialzo del 26%, è stato superato dell’indice Ftse Mib ( +28%). Una «sconfitta» su cui ha influito la presenza delle società di gestione del risparmio e assicurative, meno esposte positivamente al forte rialzo dei tassi di interesse. Decisiva la sottoperformance di Mediolanum, Poste Italiane, Unipol a Generali. Anche Eni ha frenato la corsa dei cani, per effetto del calo del prezzo del petrolio.
Il risultato 2023 porta la sfida tra blue chip e Cani in assoluta parità: dal 2010 a oggi il numero di successi dei titoli ad alto rendimento e delle blue chip è equivalente L’Economia del Corriere monitora annualmente il risultato della competizione e la composizione della muta: i risultati sono riportati nelle tabelle a fianco. La selezione dei Cani avviene tra le blue chip che presentano il valore più elevato del rapporto tra l’ultima cedola distribuita, inclusa la parte straordinaria, e il prezzo di chiusura dell’anno borsistico.
29 gen 2024
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