ROMA – Uscire un’ora prima per andare dallo psicologo? Non è più necessario. Portare il lettino del terapista direttamente in ufficio sembra essere la nuova tendenza. Sempre più dipendenti, specie dopo il periodo Covid, chiedono alle aziende benefici olistici, comprese maggiori risorse per la salute mentale. Sono state così sdoganate app per la meditazione, corsi di yoga e portali di terapia on line. Ma c’è chi va oltre, racconta il Financial Times. Grandi datori di lavoro globali – tra cui Comcast, Delta Airlines e Shaw Industries Group – offrono terapie psicologiche nei loro uffici e nei luoghi di lavoro aziendali. Questi programmi consentono ai dipendenti di programmare in modo discreto una sessione con un terapista durante la giornata lavorativa. Naturalmente a costo zero. Si tratta di una risorsa molto apprezzata dai dipendenti, soprattutto perché non sempre è facile trovare un terapista bravo e comodo, e i migliori hanno costi proibitivi.

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La “crisi” degli psicologi

Quest’anno, la US Health Resources and Services Administration stima che 122 milioni di americani vivono in aree con carenza di operatori sanitari mentali. Nel 2022, il servizio sanitario nazionale nel Regno Unito ha segnalato una carenza di 2.000 terapisti qualificati. E quindi? I terapisti sono sovraccarichi. Secondo l’American Psychological Association (APA) , nel 2022, il 60% degli psicologi negli Stati Uniti ha riferito di non avere posto per nuovi pazienti (anche a seguito della pandemia), e il 38% ha dovuto aprire una lista d’attesa. “La terapia è un’ottima soluzione per molte persone, ma è molto costosa, molto scomoda ed è molto difficile trovare un terapista coperto dalla tua assicurazione”, spiega al Financial Times Jen Porter, ceo Mindshare Partners, un’azienda Organizzazione no-profit che sostiene la salute mentale sul posto di lavoro.

La richiesta in Italia

E in Italia la situazione non è molto diversa. Lo psicologo in azienda sta diventano parte integrante di molte realtà lavorative. La psicologa e psicoterapeuta Michela Toscano – sul portale di Leonardo Assicurazioni – spiega: “Anche in Italia nell’ultimo periodo stiamo assistendo a un incremento di progetti volti al benessere psicologico dei collaboratori. Qualcosa si faceva già prima della pandemia, ma era focalizzato soprattutto su tematiche strettamente legate all’ambito lavorativo come clima aziendale e problematiche interne al team. La pandemia è stata sicuramente un acceleratore di questo trend: la commistione tra sfera privata e lavorativa che si è instaurata durante il lockdown e l’aumento del disagio psicologico, sono diventati problemi talmente importanti che anche le aziende si sono rese conto che ansie, paure, difficoltà non potevano restare fuori dalla porta dell’ufficio la mattina. Per questo si sono aperte a progetti a più ampio raggio che includessero il benessere psicologico a 360 gradi”. Spiegano varie piattaforme dedicate al benessere come Serenis: “Il “terapeuta aziendale” come fringe benefit è un trend in crescita, apprezzato non solo dalle aziende ma anche dai dipendenti. Un esempio per tutti? Disclosers, agenzia di pubbliche relazioni di Milano, ha deciso di pagare lo psicologo a tutti i propri dipendenti. Ma anche Daniele Lago, ceo & head of design di Lago Spa ha annunciato che Lago ha l’intenzione di aiutare le persone a migliorarsi, e anche di far diventare normali cose che culturalmente sono viste in maniera erroneamente negativa, grazie a un sostegno ai dipendenti.

Il boom in America e l’eccellenza Delta

Tornando in America – prosegue il Financial Times – il fornitore di assistenza sanitaria Premise Health, che colloca terapisti in ufficio, dispone di 94 terapisti clinici che lavorano in ufficio. Le visite per i servizi sono aumentate di quasi sei volte dal 2020. Nel 2023, l’azienda ha prenotato 35.000 visite a 65 clienti. Alcuni di questi programmi sono nati prima della pandemia, ma sono cresciuti negli anni successivi. Un altro esempio: Delta aveva sdoganato i suoi primi terapisti in loco nel 2019. Ha iniziato con nove e ora conta 20 terapisti in 15 sedi negli Stati Uniti e in città tra cui Tokyo, Londra, Parigi, Amsterdam e San Paolo. Alcuni sono di stanza negli aeroporti. Se durante il volo dovesse verificarsi un incidente preoccupante, ad esempio un passeggero bellicoso o un’emergenza medica, gli assistenti di volo potrebbero scendere dall’aereo e consultare un terapista nella sala degli assistenti. In alcuni casi, ha anche reso disponibili terapisti in loco al di fuori dell’orario di lavoro dalle 9 alle 17, in modo che i dipendenti possano programmare una sessione prima o dopo il turno.

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