MILANO – Anche per i pensionati a partire da marzo si cominciano a far sentire gli effetti del taglio dell’aliquote Irpef. A partire da questo mese gli importi cominceranno a salire con l’aggiunta di un conguaglio, solo a marzo, relativo agli aumenti non incassati a gennaio e febbraio.
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I beneficiari
Il taglio delle tasse porterà benefici a tutti i pensionati sopra i 15 mila euro e il beneficio raggiungerà al massimo 260 euro all’anno, circa 20 euro in più al mese, tra i 28 e 50 mila euro mentre sopra questa soglia l’incremento sulla pensione verrà “sterilizzato” da un taglio delle detrazioni di 260 euro.
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Gli arretrati
Le buone notizie per i pensionati non finiscono qui, perché con il cedolino di marzo i pensionati recupereranno anche gli aumenti – scattati da gennaio – relativi ai primi due mesi e non ancora incassati.
Le nuove aliquote
Come riporta il messaggio Inps, la riforma fiscale ha previsto una riduzione del numero di scaglioni e una modifica delle relative fasce di reddito, ora rimodulate così
23 per cento per i redditi fino a 28.000 euro;
35 per cento per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
43 per cento per i redditi che superano 50.000 euro.
L’aliquota IRPEF del 23 per cento è or applicata fino allo scaglione di reddito pari a 28.000 euro – diversamente dai 15.000 euro previsti precedentemente – ed è abolita l’aliquota del 25 per cento.
