In Italia, lo scorso anno, il giro d’affari dei prodotti “rich in protein” è cresciuto del 20% e la Gdo sta adeguando la sua produzione per rispondere alla crescita di domanda e offerta. Il fenomeno non è limitato solo agli appassionati di fitness, ma coinvolge anche chi ha intenzione di aumentare il proprio benessere e percepisce questi alimenti utili allo scopo. C’è inoltre un fattore tecnologico da tenere in considerazione: negli ultimi anni le proposte di ingredienti per prodotti proteici sono aumentate, come ad esempio le proteine dei piselli, alternativa alla classica soia.

Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor azienda milanese specializzata in prodotti da forno, spiega come l’innovazione in questo settore sia fondamentale. “C’è un importante lavoro di ricerca e sviluppo all’interno dell’azienda. Da poco abbiamo lanciato una linea di prodotti proteici a base di proteine vegetali del pisello. I legumi sono una fonte incredibile di nutrienti e rappresentano un’importante alternativa alle proteine animali. In particolare, quelle del pisello sono un ingrediente ottimale sia dal punto di vista nutrizionale che tecnologico: forniscono un elevato apporto proteico garantendo una ottimale resa sul prodotto”.

Secondo un’indagine di Euromonitor International le due ragioni principali che portano a seguire una dieta ricca di proteine sono “migliorare la forma fisica” e “rendermi più sano”. A seguire si collocano in ordine “supportare il sistema immunitario”, “migliorare il mio aspetto”, “gestire la perdita di peso” e “la dieta si adatta la mio stile di vita quotidiano”, tutti elementi volti a migliorare la salute e il benessere personale.

Un trend intercettato anche dai supermercati appunto, che dedicano spazi speciali a prodotti ad alto contenuto proteico sia in store sia online. Andando nel dettaglio dei numeri, secondo i nuovi dati dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, i volumi di vendita di prodotti proteici nel 2023 sono aumentati del 5% e il giro d’affari è cresciuto del 20%. Dati che hanno portato a un fatturato di circa 2 miliardi di euro. Il fattore trainante di questo incremento è sicuramente l’offerta, che in 12 mesi è aumentata dell’11%, ma anche la domanda, che nell’ultimo anno ha segnato un +8%.

D’altronde, si tratta di un trend globale in crescita che ha portato nel business anche diversi personaggi famosi internazionali. Sempre più star infatti investono in aziende che propongono alternative vegetali e sostenibili. Un esempio? Anne Hathaway ha puntato su proteine dell’uovo ottenute senza lo sfruttamento di animali ma tramite la fermentazione di precisione, mentre Kate Hudson ha lanciato un brand di integratori con proteine vegetali in polvere.

Uno studio di Future Market Insights ha rivelato che il mercato globale vale già 4,1 miliardi di dollari, e si stima che raggiungerà i 10 miliardi entro il 2032 (+144%). Il Nord America detiene la quota maggiore del mercato (41%), ma Medio Oriente e Africa hanno un grande potenziale di crescita. Come riporta poi Euromonitor International, infatti, diverse aziende collaborano con governi e ong per arricchire gli alimenti con proteine, vitamine e minerali. Obiettivo: aumentare il valore nutrizionale degli alimenti e contrastare la malnutrizione, in particolare in Medio Oriente e Africa.

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