Uno scenario di transizione che fa tornare di attualità i prodotti bilanciati è il quadro che Davide Gatti, responsabile Divisione Retail & Private di Anima Sgr, delinea per il 2024. “Dopo 18 mesi di politiche monetarie fortemente restrittive da parte delle principali Banche centrali ci aspettiamo un rallentamento della crescita e dei dati d’inflazione, seppur in modo graduale e difforme fra aree geografiche, con una maggiore resilienza dell’attività economica e della dinamica dei prezzi negli Usa rispetto all’Area Euro. In termini di politiche monetarie, ci attendiamo che Federal Reserve e Banca Centrale Europea diano avvio a un ciclo di tagli dei tassi di interesse non prima della seconda metà del secondo trimestre dell’anno, modulando la tempistica di intervento a seconda dei dati su crescita e inflazione. In questo contesto, siamo costruttivi sul terreno delle obbligazioni governative core e, seppur con una maggior prudenza, sul segmento a più alto merito di credito dei mercati dei bond corporate. Sui mercati azionari, è difficile prevedere se e quanto durerà l’attuale fase di performance positive, soprattutto in vista di un rallentamento della crescita che si preannuncia disomogeneo fra aree geografiche e settori: per questo, a nostro avviso fra gli strumenti più adatti per affrontare uno scenario del genere, che potremmo definire di transizione, tornano di attualità i fondi bilanciati”.
L’investimento bilanciato è una soluzione efficiente anche per il 2024?
“Alla luce delle considerazioni macroeconomiche descritte, i fondi bilanciati rappresentano una soluzione molto utile per i consulenti perché consentono di offrire all’investitore quella che potremmo definire, prendendo a prestito una metafora dalla fotografia, una multi-esposizione. Da un lato, essi sfruttano la componente difensiva offerta dalla parte obbligazionaria dal portafoglio per costruire una sorta di “protezione” dalla rischiosità connessa alla componente azionaria; dall’altro, però, essi permettono di realizzare dei rendimenti in linea con le attese dei risparmiatori italiani. Di particolare importanza, soprattutto per la componente obbligazionaria, è poi la componente di gestione attiva, che si traduce nella capacità di discostarsi, quando necessario dal benchmark, per selezionare società a miglior merito di credito e portatrici di valore nel medio lungo termine. I fondi bilanciati, inoltre, si distinguono per richiedere un livello di “manutenzione” relativamente basso da parte del cliente e dell’intermediario: sarà infatti il fund manager a bilanciare nel tempo il peso delle diverse asset class, adattando l’esposizione al profilo di rischio-rendimento dell’investitore”.
Come muoversi nel reddito fisso, visto che il picco di rendimenti sembra superato?
“Con la normalizzazione dei tassi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, per i gestori è tornata la chance di costruire portafogli in grado di assicurare rendimenti più coerenti con le attese anche di quei clienti più prudenti. In un anno che ricorderemo per le tante sfide, di natura esogena ed endogena, che attendono gli investitori, un’altra categoria di fondi da considerare con attenzione sono i fondi flessibili. Come le strategie bilanciate assicurano multiesposizione al portafoglio, così quelle flessibili, che hanno la caratteristica di investire il capitale senza vincoli di asset allocation né benchmark, portano con sé i vantaggi della discrezionalità di gestione. Questa importante caratteristica, decisiva nel momento attuale ad alto tasso di incertezza, richiede però un know how gestorio consolidato come quello offerto da una società come Anima, che lavora da decenni con i mercati internazionali, selezionando diverse tipologie di emittenti con caratteristiche di rischio-rendimento molto diverse”.

L’approccio Esg è ancora valido?
“L’integrazione dei criteri Esg nella costruzione e nella gestione dei portafogli resta imprescindibile per molti e diversi motivi. Innanzitutto, la sostenibilità rappresenta un megatrend di lungo periodo che attira investimenti ad ampio spettro, offre esposizione verso settori innovativi e in crescita ed è sostenuta da programmi governativi di supporto economico e fiscale senza precedenti nei principali mercati sviluppati. Inoltre, essa intercetta una richiesta crescente da parte degli investitori di servizi e prodotti coerenti con i valori di tutela dell’ambiente e di una società più giusta. Su questo fronte, Anima persegue da lungo tempo un approccio graduale improntato a serietà e realismo, nel rispetto dell’equilibrio fra sostenibilità e rendimento richiesto dai clienti”.
