MILANO – L’approvazione della direttiva europea sulle Case Green ha scatenato i diversi animi della filiera del mattone con un minimo comun denominatore: il necessario rinnovamento del patrimonio immobiliare italiano, per quanto il testo europeo sia stato annacquato nelle sue prescrizioni, dovrà prevedere una forte incentivazione pubblica.

Sugli impatti diretti della direttiva sono ancora in corso le valutazioni. Tra il sindacato Fillea Cgil e Unimpressa, ad esempio, si stima che dovranno esser efficientati tra 5,5 e 7,6 milioni di edifici nelle classi energetiche minori.

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