MILANO – Il centro studi di Confindustria vede una “crescita dell’Italia frenata a inizio 2024”. Nell’analisi congiunturale mensile ‘flash’ degli economisti di via dell’Astronomia “l’economia italiana è sostenuta da inflazione bassa, fiducia delle famiglie in aumento e servizi in crescita, mentre l’industria sembra stabilizzarsi. Vari, però, i fattori negativi: si protrae il
freno ai flussi commerciali nel canale di Suez, il petrolio continua a rincarare, il taglio dei tassi è rinviato ancora, il credito alle imprese resta in calo”. In questo scenario “si prospetta un Pil debole nel primo trimestre 2024”. L’industria è “convalescente”
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14 Marzo 2024
La domanda interna – spiega Confindustria – è attesa debole, con “più luci” per i consumi. C’è “un marginale calo degli occupati, ma “l’andamento di medio termine dell’occupazione resta molto positivo e sostiene i redditi”. Con la fiducia delle famiglie “risalita ancora” a febbraio”. “Tassi e prestiti non aiutano”. Il centro studi diretto da Alessandro Fontana rileva “più ombre” sul fronte degli investimenti: “Il credito è in calo”, a febbraio “gli ordini delle imprese di beni strumentali si assottigliano”, “il sentiment delle aziende è calato”. Il settore dei servizi è “in moderata espansione”, “la fiducia delle imprese, però, ha subito una battuta d’arresto, dopo alcuni mesi di risalita”.
L’industria è “convalescente”. Il nuovo indice ‘real time’ del centro studi di Confindutria, Rtt, “segnala un aumento del fatturato nell’industria a gennaio (+3,2%), che suggerisce un recupero della produzione a inizio anno (-0,5% nel quarto trimestre). L’indice Hcon Pmi a febbraio “è salito ancora di poco (48,7 da 48,5), ma in area di contrazione, segnalando che il calo dell’industria si attenua”. L’indagine rapida del Csc “rafforza l’attesa di una stabilizzazione della produzione; tuttavia, prosegue il decumulo di scorte e cala di nuovo la fiducia delle imprese manifatturiere, su livelli bassi”.
