Cresce tra i più giovani la familiarità con l’acronimo Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) ma sono ancora tantissimi coloro i quali ignorano cosa siano e, tanto meno, come disfarsene. A rivelarlo è l’Osservatorio Raee realizzato da Ipsos per conto di Erion Weee, il istema multi-consortile no-profit che attualmente rappresenta 1.600 aziende impegnate quotidianamente nella gestione dei Raee oltre che dei rifiuti di prodotti del tabacco e tessili.

In particolare, sebbene la percentuale di appartenenti alla Gen Z che dichiarano di aver sentito menzionare l’acronimo Raee sia quasi raddoppiata negli ultimi 12 mesi, passando dal 26% del 2022 al 50% del 2023, metà dei giovani d’età compresa tra i 18 e i 26 anni non conosce ancora il tema né le sue implicazioni ambientali. Una carenza che, per il 40% dei più giovani, andrebbe colmata sviluppando iniziative di comunicazione e sensibilizzazione ad hoc. Un impegno che Erion Weee ha deciso di far proprio attraverso il coinvolgimento di 10 ‘content creator’ che, con un linguaggio semplice e diretto, avranno il compito di promuovere sui ‘social network’ di riferimento le buone pratiche di raccolta e riciclo di questi rifiuti.

“Continuiamo a dire che i giovani rappresentano il futuro ma poi facciamo poco per fornire loro le conoscenze necessarie ad adottare comportamenti più sostenibili – dichiara Giorgio Arienti, direttore generale di Erion Weee – Non solo siamo convinti che il modo migliore per sensibilizzare le giovani generazioni sia quello di proporre loro contenuti nei quali possano riconoscersi, attraverso volti a loro noti che fungano da esempi positivi, ma riteniamo anche che un impegno che tutti noi dovremmo assumerci sia quello di rispondere in maniera proattiva alla loro richiesta di maggiore informazione”.

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