Ritardi imprevisti, cancellazioni, insicurezza, opzioni sostenibili senza budget adeguati e contenimento dei costi. Sono questi alcuni degli ostacoli che i travel manager si trovano a dover affrontare durante un viaggio d’affari. Una frustrazione ciclica che spesso e volentieri obbliga a cambiare itinerario last minute o ad aggiungere sin dalla pianificazione tempo extra per gestire le possibili interruzioni di viaggio. Se non addirittura a scoraggiare le partenze. Lo evidenzia il nuovo SAP Concur Global Business Travel Survey, presentato in occasione della terza edizione del SAP Concur Day Italia, condotto su un campione di 3750 viaggiatori e 600 travel manager in tutto il mondo, Italia compresa. E così, a causa dei numerosi fattori da considerare nella pianificazione di un viaggio, molti travel manager lamentano fenomeni di burn-out. Una pressione che dipende, però, anche dalla dualità tra le esigenze dei dipendenti chiamati a viaggiare e i bisogni dell’azienda.

Quando si tratta di business travel le aziende si concentrano su tre priorità: il 33% su viaggi sostenibili, il 35% sulle richieste di viaggio flessibili dei dipendenti e il 32% sulla riduzione dei costi. Alcune, invece, (oltre il 22%) stanno limitando la possibilità di lavorare da remoto durante viaggi combinati di piacere-lavoro e riducendo le richieste legate al comfort nei viaggi d’affari. Il perché deriva dalla necessità di “tagliare” sui costi: come offrire ai propri dipendenti la possibilità di pernottare per evitare lunghi viaggi, investire in voli senza scalo, viaggiare in classe business o premium, ma anche spostamenti con taxi o car sharing.

“Le aziende stanno affrontando un difficile equilibrio tra riduzione dei costi e esigenze dei dipendenti. – dichiara Andrea Piccinelli, head of SAP Concur Italy – Le libertà che molti viaggiatori d’affari davano per scontate, come il bleisure o i voli senza scalo, non sono più largamente disponibili. Tuttavia, politiche di viaggio aziendali flessibili sono essenziali per garantire la produttività e il benessere dei viaggiatori”. Priorità a viaggi d’affari più efficienti? Una sfida, sempre più complessa, che deve conciliarsi con le esigenze dei dipendenti, le policy interne e gli sviluppi tecnologici, come l’Ai. “Esiste un ritorno positivo quando le policy sul contenimento dei costi aziendali incontrano opzioni di viaggio flessibili che incidono sulla soddisfazione dei dipendenti. Improntare una strategia T&E basata su dati generati da soluzioni tecnologiche avanzate è un passo necessario in questo percorso.” conclude Piccinelli.

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