Tra i monti intorno a Verona si trova, a quasi mille metri di altitudine, un’eccellenza italiana del settore alimentare. È Forno Bonomi, società a gestione familiare nata come semplice panificio nel 1850 e ora, dopo vari passaggi generazionali, gestita dai tre fratelli Renato, Fausto e Dario Bonomi. Un’azienda virtuosa sotto diversi punti di vista, dal rapporto col territorio fino all’impegno per l’efficienza energetica, che può vantare il primato di maggior produttore mondiale di savoiardi, che dallo stabilimento di Roverè Veronese vengono spediti in tutto il globo.

Attualmente Forno Bonomi distribuisce prodotti in 110 Paesi nel mondo, dal Canada al Giappone, passando per Israele e Cina, con una quota export del 60%. Per il futuro è prevista un’espansione nel mercato sudamericano e, a piccoli passi, ci si inizia ad affacciare anche nel subcontinente indiano. Dopo una flessione nel periodo del Covid, il fatturato ha ripreso ad aumentare, arrivando a 77 milioni di euro nel 2023, con un utile di oltre sei milioni di euro. Ogni giorno l’azienda sforna 900 quintali di prodotto finito: savoiardi, soprattutto, ma anche amaretti, sfogliatine e la tradizionale frolla veronese, oltre a specialità diversificate in base ai vari mercati di destinazione.

Forno Bonomi, produzione savoiardi Forno Bonomi, produzione savoiardi
Forno Bonomi, produzione savoiardi 

Le radici dell’azienda risalgono al 1850, con il panificio gestito dalla famiglia Bonomi nella piazzetta di Velo Veronese, ai margini del Parco Naturale della Lessinia e della catena delle Piccole Dolomiti. Tutto quello che si produceva erano pane e alcune varietà di dolci tipici, impastati con le materie prime del territorio. L’attività è legata a doppio filo alla famiglia, che abita al piano superiore del piccolo edificio: qui sono nati Fausto Bonomi, presidente dell’azienda, e i suoi fratelli Dario e Renato, amministratore delegato. Ed è proprio quando il loro padre, Umberto, rileva il panificio che le cose si mettono in moto seriamente. “Mio papà Umberto e la mamma Corinna hanno preso in gestione nel secondo dopoguerra il forno di famiglia, appartenuto ai bisnonni”, ricorda Fausto Bonomi. “Lo zio voleva chiuderlo e invece loro ci hanno creduto e l’hanno salvato. Mi ricordo ancora quando ero piccolo: ci dividevamo tra la scuola e il negozio dove i nostri genitori ci insegnavano i loro segreti”.

Forno Bonomi Forno Bonomi
Forno Bonomi 

A questo punto si fa strada una mentalità più imprenditoriale, che, qualche anno dopo, permette di cogliere al volo l’opportunità offerta dall’esplosione del turismo di massa a Verona. Il panificio mantiene una dimensione locale, con metodi ancora artigianali, ma grazie al passaparola inizia ad attrarre clienti da sempre più lontano. “Ricordo quando abbiamo cominciato a produrre la torta-trofeo da un chilo e mezzo”, spiega Renato Bonomi. “La gente di domenica faceva la fila per comprarla. Poi andavano nei prati qui sotto a fare il picnic. Una ricetta semplice realizzata con farina, zucchero e burro, senza aromi aggiunti. Ma la differenza la fa la qualità del burro. È una frolla che ha una storia dietro. Mio padre la stendeva a mano con una bottiglia piena di acqua ghiacciata e usando le materie prime fredde. Prima si chiamava Frolla del Purga, come l’azienda che era l’azienda Monte Purga, dal nome della montagna qui di fronte. Poi l’abbiamo ribattezzata Forno Bonomi”.

Panificio Bonomi Panificio Bonomi
Panificio Bonomi 

Nel giro di qualche anno l’azienda prende a espandersi sempre di più. Inizialmente con la distribuzione dei prodotti nei negozi della città di Verona, poi, negli anni Ottanta, con le prime esportazioni in Svizzera. La richiesta crescente porta a spostarsi in uno stabilimento a pochi minuti di distanza, a Roverè Veronese, cominciando così anche la produzione a livello industriale. Come per la sfogliatina, dolce tipico locale che, prima del Forno Bonomi, era realizzata solo artigianalmente.

Famiglia Bonomi e primo panificio, 1850 Famiglia Bonomi e primo panificio, 1850
Famiglia Bonomi e primo panificio, 1850 

La dimensione internazionale non ha scalfito il rapporto col territorio, che rimane strettissimo. Un territorio valorizzato e preservato grazie al forte impegno ecologico dell’azienda: lo stabilimento è alimentato da fonti rinnovabili, si avvale di un impianto fotovoltaico da 1 megawatt, un sistema automatizzato a zero emissioni e un recuperatore di energia con frigo assorbitore, capace di recuperare il calore dai forni per il condizionamento degli ambienti che per l’acqua di processo. L’attenzione per l’ambiente si cela anche nei dettagli, dai serbatoi di acqua piovana che alimentano gli sciacquoni all’obiettivo raggiunto degli “zero scarti”, con le rimanenze del processo di produzione che vengono destinate al comparto zootecnico e all’industria di mangimi.

Renato e Fausto Bonomi Renato e Fausto Bonomi
Renato e Fausto Bonomi 

Forno Bonomi, quindi, continua a espandersi in tutto il mondo ma mantiene le fondamenta ben salde dove tutto è cominciato. Sono quasi tutti locali i 190 dipendenti diretti dello stabilimento, ed è fortemente identitario anche il legame con la città di Verona: l’azienda è sponsor ufficiale del 101° Arena di Verona Opera Festival, la stagione operistica estiva in corso dal 7 giugno al 7 settembre 2024 all’interno del monumento simbolo della città scaligera. Per l’occasione, Forno Bonomi ha prodotto delle speciali edizioni celebrative della Tortafrolla, disponibile anche nei punti vendita ufficiali dell’Arena. “Essere sponsor per il secondo anno di Arena Opera Festival ci rende molto orgogliosi”, affermano Fausto e Renato Bonomi. “Abbiamo dedicato la nostra Tortafrolla a Verona per condividere e diffondere un patrimonio culturale che ha generato ammirazione in tutto il mondo anche attraverso le tradizioni e le eccellenze del nostro territorio, un successo che ci incita a raggiungere sempre nuovi traguardi per essere veri ambasciatori del Made in Italy con le nostre specialità distribuite a livello globale in 110 paesi. Tutto ciò è stato reso possibile valorizzando risorse locali e compiendo azioni concrete a supporto della comunità e dell’ambiente”.

Panificio Bonomi Panificio Bonomi
Panificio Bonomi 

Molte cose sono cambiate dagli esordi dell’azienda, che, partita da un piccolo stabile in un piccolo paesino del Veronese, nel giro di pochi decenni ha raggiunto gli angoli più remoti del globo. Ma un dettaglio è rimasto lo stesso: la famiglia Bonomi abita ancora a ridosso dello stabilimento. “Vedete quelle finestre con quei gerani? Lì è dove abitiamo io e mio fratello, con le rispettive famiglie”, dice Fausto Bonomi. “E abbiamo anche un orto sul retro”. Esempio virtuoso di come un’azienda può crescere insieme alla comunità locale, senza mai dimenticarsi delle proprie radici.

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