Banca Generali chiude i primi sei
mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 37% a 239,6
milioni di euro. Anche le masse totali, nel periodo, segnano un
incremento del 12% a 99 miliardi segnando un nuovo record. Al
risultato, sottolinea la banca, ha contribuito anche un “contesto di mercati finanziari favorevoli, sia per la graduale
normalizzazione nei tassi, sia per le performance soprattutto
nell’azionario internazionale”. La componente di utile
ricorrente si è attestata a 170,4 milioni, consolidando il
livello dello scorso anno (166,1 milioni), mentre l’utile
variabile si è attestato a 69,1 milioni. Il margine di
intermediazione è salito a 494,3 milioni (+26%), con il
determinante contributo sia del margine finanziario (166,7
milioni, +3,3%), sia delle commissioni nette ricorrenti (233,7
milioni, +4,6%). Il margine d’interesse si è attestato a 157,5
milioni (+4%).
Nel semestre la raccolta netta è pari a 3,6 miliardi (+11%).
Al 30 giugno il Cet1 ratio di Banca Generali è aumentato al
22,3% e il Total Capital ratio (Tcr) al 23,7%, ampiamente
superiori ai requisiti minimi richiesti. Il leverage ratio della
banca si è attestato al 5,9%, sopra il minimo regolamentare pari
al 3%.
L’utile del secondo trimestre è cresciuto del 27,8% a 117,6
milioni. Nello specifico, la componente dell’utile ricorrente si
è attestata a 88,5 milioni (-0,7% su anno) consolidando i
livelli record del secondo trimestre 2023. La componente di
utile variabile si è attestata a 29,1 milioni (contro i 2,9
milioni dello scorso anno) sostenuta dalla netta forza dei
mercati finanziari nel periodo.
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