Le prossime settimane di ripresa dell’attività di governo vedranno tra i dossier caldi quello della Manovra finanziaria da scrivere. Una legge di Bilancio in ristrettezze, tra misure (cuneo e Irpef su tutti) da confermare, promesse che restano in sospeso (come nel cantiere delle pensioni) e richeste che arriveranno. Un Manovra poco sotto i 25 miliardi, questo l’impegno economico da mettere in conto, di cui poco meno di dieci sono da trovare.
Viste queste premesse, la Cgil mette in chiaro le cose in vista di un autunno che rischia di esser caldo. Un ritorno all’austerità con la stretta su sanità, previdenza, scuola e pubblico impiego è inaccettabile, dice il sindacato di corso d’Italia. Il Governo – incalza il segretario confederale Christian Ferrari – cerchi le risorse che servono utilizzando la leva redistributiva del fisco guardando ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli extraprofitti e all’evasione fiscale. Quindi l’avvertimento: il sindacato è pronto a mettere in campo tutte le iniziative di lotta per sostenere le proprie richieste in vista della legge di Bilancio.
La Cgil chiede in particolare di confermare la decontribuzione in scadenza perché altrimenti per circa 14,7 milioni di lavoratori il rischio sarà di perdere tra i 70 e i 100 euro in busta paga.
Sarà inoltre essenziale, spiega, trovare le risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici perché “non è accettabile un aumento monetario del 5,78% per il triennio 2021-2023 a fronte di un’inflazione cumulata nel triennio del 17%. Significa, dice, programmare una riduzione dei salari reali”.
Ferrari sotolinea, poi, che sul fronte del lavoro e della previdenza ci sono in scadenza le misure Ape sociale e Opzione donna ma che queste sono “già insufficienti e non vanno peggiorate ulteriormente”.
“Siamo in attesa di capire come il Governo lavorerà alla legge di Bilancio, chiediamo di agire con la leva fiscale per la redistribuzione, non è accettabile che la stretta del patto di stabilità sia pagata dai ceti medio bassi”.
