MILANO – Il via libera al nuovo decreto che rinvia il termine delle concessioni al settembre 2027 non spegne le polemiche, con i le associazioni di categoria che si dichiarano insoddisfatte e promettono battaglia. “Avevamo aspettative diverse invece della messa a gara delle imprese balneari. Valuteremo attentamente il provvedimento legislativo e le iniziative da intraprendere a difesa della categoria”, hanno fatto sapere con una nota Sib e Fiba.

“Il provvedimento legislativo adottato dal Consiglio dei ministri sulle concessioni demaniali marittime vigenti non ci soddisfa perché prevede la messa a gara delle aziende” – affermano in una nota congiunta Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio e Maurizio Rustignoli, presidente di FIBA/Confesercenti.Erano altre le aspettative generate dalle dichiarazioni, degli esponenti dell’attuale Governo, sull’esclusione del settore dall’applicazione della Direttiva Bolkestein”.

“Riuniremo gli organismi dirigenti delle nostre Organizzazioni per una valutazione del provvedimento legislativo e per decidere le conseguenti iniziative sindacali” – hanno aggiunto Capacchione e Rustignoli.

“Registriamo, con profondo rammarico,- continuano nella nota – che il provvedimento non ha visto il coinvolgimento, non solo della categoria, ma, anche e principalmente degli Enti concedenti, (Regioni e Comuni), che esercitano, da decenni, le funzioni amministrative in materia.Riteniamo che sia interesse di tutti, non solo degli imprenditori balneari, una riforma organica della materia che salvaguardi le aziende turistiche attualmente operanti, frutto dell’attività e dei sacrifici di migliaia di famiglie di ‘onesti lavoratori’ che hanno costruito un modello di balneazione attrezzata efficiente, di qualità e di successo che il mondo ci invidia. Riteniamo, poi, sia interesse di tutti che questa questione non sia oggetto di strumentalizzazioni politiche ma, piuttosto, di un serio e obiettivo dibattito pubblico”.

Fitto: “Chiusa annosa questione”

Di tutt’altra impostazione la lettura del ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto. “La collaborazione fra Roma e Bruxelles ha consentito di trovare un punto di equilibrio tra la necessità di aprire il mercato delle concessioni balneari e l’opportunità di tutelare le legittime aspettative degli attuali concessionari italiani”, ha scritto sui social aggiungendo: “Chiusa un’annosa e complessa questione”.

“Nel Consiglio dei ministri – scrive ancora Fitto in un altro post – abbiamo approvato un Dl che introduce disposizioni per risolvere definitivamente 16 procedure d’infrazione che la Commissione Ue ha aperto nei confronti dell’Italia: 6 casi saranno subito archiviati, per gli altri 11 l’iter che porterà presto alla stessa conclusione”.

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